




Questa serie di sculture è frutto una ricerca compiuta negli anni dal 1998 al 2005. Viene riproposto il ciclo della vita attraverso il travaglio dell'animo umano. Da alcuni "feti" in marmo, (tema già presente nelle opere degli anni 80) si svolgono figure umane trasformate e consumate, come legni corrosi dalla risacca del mare, con un'"anima" dorata. Troviamo temi ricorrenti come "Forme complementari", "Anima e corpo", "Genesi" che hanno in comune due vite, due "essenze" o due nature che convivono nell'uomo, lo mettono in conflitto con se stesso e infine lo completano. Il "viaggio" si conclude con due opere: la prima è "Splat!" in granito nero, (il materiale più duro e difficile da lavorare e proprio per questo prezioso ed intrigante agli occhi dello scultore), il cui titolo viene dal rumore di qualcosa che cade; è il cuore dell'uomo - ridotto come una corazza nella materia - che si distacca da lui e cade a terra. Questa è la vera "morte" dell'Uomo. La seconda è "Sudario", una scultura in uno dei marmi più preziosi al mondo, che per la prima volta viene realizzata con il concorso della Luce. Difatti l'opera è un panneggio che, solo in trasparenza, rivela il volto del Cristo. La resurrezione dopo la morte, ma non solo. E' la resurrezione dopo ogni morte talvolta necessaria, nel corso della vita, per poter rinascere e rinnovarsi.
Le esposizioni di queste opere partirono da una personale a Palazzo Panciatichi, Firenze, sede del Consiglio Regionale, inaugurata dal Presidente Riccardo Nencini con presentazioni di Antonio Paolucci, Liletta Fornasari e Mario Guidotti