




Dopo il periodo di espressione e di ricerca attraverso il dramma, l'animo umano e temi come maternità, guerra, solitudine dell'uomo che caratterizzavano la scultura negli anni 70, le sculture di questo periodo rappresentano la maturità dell'opera: lo stile, lasciatosi alle spalle i canoni "classici", sposta il suo epicentro nelle "metamorfosi" e nelle "crisalidi". L'uomo è rappresentato chiuso in una scorza, dalla quale fuoriescono elementi dorati oppure, specialmente la donna, avvolta in un bozzolo, in una pelle che la racchiude e ne lascia trasparire forme ed espressione. E' forte in questo periodo anche la ricerca dei materiali, che partono dai "classici" bronzo e marmo di Carrara per allargare l'orizzonte alle pietre di vaie qualità, all'agata, ai graniti, all'alabastro. Le sculture vengono fuse in proprio, direttamente dallo scultore, che organizza una fonderia nello studio. Il bronzo viene elaborato in numerosi modi, dalla finitura della superficie alle patine, alle dorature a fuoco con il metodo antico del mercurio, fino a creare leghe proprie aggiungendo altri metalli come l'argento, per sfruttarne determinate caratteristiche.
Dopo alcuni anni dedicati al lavoro ed alla produzione di questo nuovo tipo di ricerca, le opere vengono esposte, nel 1984, a Palazzo Barberini, Roma, in una personale inaugurata dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini, con la presentazione di Ferruccio Ulivi e Mario Guidotti. Da li verranno esposte ad Arezzo, a Sabaudia, a Milano, a Lugano, in Svizzera, e in numerose altre mostre personali e collettive, presentate da autorevoli critici e recensite dalla Rai e dalla più prestigiosa stampa nazionale.